IO STO CON I PESCI – L’azione umana associata a un Codice di comportamento di consumo di prodotti della pesca basato su strategie di economia circolare 19. Cap6.

di GIORGIO CORATI ♦

L’argomentazione di questo documento si basa su concetti di economia circolare e di consumo sostenibile; propone al consumatore un Codice di consumo, ipotizzandone i vantaggi e i benefici generali. Si tratta di una risposta concreta alla necessità rivelata di conoscere e capire quali azioni possono essere adottate e attuate per procedere lungo una traiettoria di consumo sostenibile dei prodotti della pesca.

RIPRESO.*

Marta… Ettore… riprendiamo?  Devo spiegare ben cinque “AttuAzioni” e la cosa si dilunga un poco, ma è importante spiegarle tutte insieme. Spero possiate avere un po’ di pazienza…

Marta: “Si, dai… sono curiosa, Giorgio”…

Ettore: “Ah no… scusa Marta”… e sorridendo continua, dicendo… “la curiosità è la mia prerogativa!”

Mi fa piacere saperlo… almeno già un minimo di interesse qualcuno lo dimostra…

 

Marta: “Dimmi se ho capito bene, Giorgio. L’“approccio strategico” è orientato alla sostenibilità e alla prosocialità e di fatto corrisponde a ciò che ha definito un agire collaborativo; nella tua visione, tale agire prevale o meglio… è bene che prevalga sull’interesse personale, connettendosi dunque all’interesse collettivo.

Ettore: “Invece, l’“approccio tattico”, per quanto ho capito io, è associato all’utilizzo di tutte le specie locali tipiche disponibili in mare ma anche a di quelle che definisci come “minori” e di scarto”, oltre a un possibile ripristino generalizzato delle risorse stesse”.

 

Marta: “Scusami Ettore… Giorgio… hai detto che il tuo modello di comportamento di consumo sostenibile è costituito da azioni considerate buone pratiche e che una volta intraprese in sequenza vanno mantenute nel tempo. Ora, però… mi chiedo se il consumatore abbia almeno un minimo di interesse?”.

Ettore: “Sai Marta… Scusa Giorgio… permettimi di dire che, come sempre, ciascuno valuta e decide per proprio conto. Affidiamoci pure alla capacità di giudizio del consumatore. Già per il solo fatto di decidere di decidere saremo dinanzi a un buon inizio”.

 

Ben detto. Benissimo Marta, benissimo Ettore. Spero possa interessare veramente. Già il vostro interesse mi fa veramente piacere; sono anche soddisfatto dal vostro entusiasmo nel seguire tutte le mie… astrazioni!

Però ora continuo… altrimenti… Stavo spiegando le singole “AttuAzioni” dell’Approccio “C0/C9”. Ho appena iniziato dicendo del Consumo Etico”, che ha un approccio tattico, e del “Consumo Consapevole”, che ha un approccio strategico.

Ebbene, dopo quelle due “AttuAzioni” “C9” e “C8” dell’Approccio “C0/C9”, continuo con le altre. Tutte  mirano a sostenere, come dicevo, un rinnovato comportamento di consumo lungo la transizione dal modello dell’economia lineare verso il paradigma dell’economia circolare, dall’“AttuAzione C9” all’“AttuAzione C0”.

Ora vi spiego le “AttuAzioniC7 “Consumo Costruttivo”, C6 “Consumo Utile”,  C5 “Consumo Solidale o  Prosociale” e C4 “Consumo Sostenibile” e C3 “Consumo Critico o Proattivo”.

Tutte queste “AttuAzioni”, diversamente da quelle che ho spiegato in precedenza, si riferiscono  alla “Macro azione” “Rispetto del ciclo naturale vitale delle specie ittiche”. Come dicevo, la spiegazione è ovviamente più lunga rispetto a quella precedente, ma è chiaro che da due passo a spiegare ben cinque “AttuAzioni”… Portate pazienza, per favore…

 

L’“AttuAzione C7” è definita “Consumo Costruttivo” e ha un approccio tattico.

Vi spiego prima la Motivazione e poi l’“AttuAzione”.

La Motivazione… Il Consumo Costruttivo è un comportamento che sostiene la scelta di prodotti della pesca catturati dalla flottiglia peschereccia locale, nonché quelli lavorati e trasformati localmente e lo “scarto/rifiuto biologico” a seguito della pulizia effettuata dal pescivendolo all’atto delle vendite. Obiettivo del Consumo Costruttivo sono maggiormente quelle specie considerate di “scarto” e quelle specie catturate con tecniche che mitigano gli impatti negativi sull’ecosistema marino.

Qualora esista un impianto di raccolta dello “scarto/rifiuto biologico” ittico domestico e della ristorazione pubblica oppure un centro di immagazzinaggio per lo “scarto ittico biologico” derivante dalle catture accidentali dell’attività di pesca, cioè di prodotti della pesca provenienti da catture commerciali che non possono essere destinate al consumo umano, e utile per quanto riguarda per il pescato rimasto invenduto, oppure qualora esista un impianto di raccolta dei residui di lavorazione di biomassa ittica o di sottoprodotti derivanti da attività di trasformazione principale o dello scarto biologico a seguito della pulizia effettuata dai pescivendoli all’atto delle vendite al pubblico, al fine del successivo riutilizzo della frazione organica e dei cosiddetti nutrienti, la possibilità di conferimento della propria frazione di “scarto/rifiuto biologico” ittico proprio potrebbe sostenere la simbiosi tra “buone pratiche di produzione” e “buone pratiche di consumo”.

L’“AttuAzione”. Si tratta di preferire prodotti della pesca autoctoni provenienti da specie considerate di “scarto” e da specie cosiddette “minori” e da specie catturate con tecniche che mitigano gli impatti negativi sull’ambiente marino. La stessa preferenza può certamente essere accordata ai prodotti della pesca lavorati e trasformati da imprese locali, oltre a, se possibile, conferire il proprio “scarto/rifiuto biologico” del consumo ittico.

Qualora esista un impianto di raccolta dello “scarto/rifiuto biologico” del consumo ittico domestico e della ristorazione pubblica oppure un centro di immagazzinaggio per lo “scarto ittico biologico” derivante dalle catture accidentali dell’attività di pesca, cioè di prodotti della pesca provenienti da catture commerciali che non possono essere destinate al consumo umano, e utile per quanto riguarda per il pescato rimasto invenduto, oppure qualora esista un impianto di raccolta dei residui di lavorazione di biomassa ittica o di sottoprodotti derivanti da attività di trasformazione principale o dello “scarto/rifiuto biologico” a seguito della pulizia effettuata dal pescivendolo all’atto delle vendite al pubblico, al fine del successivo riutilizzo della “frazione organica” e dei cosiddetti “nutrienti”, allora conferirvi lo “scarto/rifiuto biologico” del consumo ittico domestico e della ristorazione pubblica può essere un approccio che tende a migliorare anche la collaborazione tra consumatore e produttore. L’“AttuAzione” è correlata a tutte le altre.

 

L’“AttuAzione C6” è definita “Consumo Utile” e ha un approccio tattico.

Vi spiego prima la Motivazione e poi l’“AttuAzione”. La Motivazione… Il Consumo Utile privilegia l’utilizzo di tutte le specie da cattura locale o “di prossimità” che non sono tra le specie considerate maggiormente “commerciali” dall’attività di pesca o, evitando, per quanto possibile, il consumo di specie considerate genericamente in declino o catalogate (vedi IUCN)1 come  In Pericolo (EN), Quasi Minacciate (NT), Vulnerabili (VU), perché il Consumo è Utile se mitiga le minacce alla capacità biologica delle popolazioni ittiche di riprodursi e accrescersi.

Qualora esista un centro di immagazzinaggio per lo “scarto ittico biologico” derivante dalle catture accidentali dell’attività di pesca, cioè di prodotti della pesca provenienti da catture commerciali che non possono essere destinate al consumo umano, e utile per quanto riguarda per il pescato rimasto invenduto, oppure qualora esista un impianto di raccolta dei residui di lavorazione di biomassa ittica o di sottoprodotti derivanti da attività di trasformazione principale, il Consumo è Utile anche se sostiene il conferimento di quanto rimane dal proprio mancato consumo o del “residuo” alimentare del prodotto (testa, pelle, coda, pinne, lische e viscere), sottraendolo per quanto possibile alla discarica.

L’“AttuAzione”. Si tratta di privilegiare specie da cattura locale o “di prossimità” che tendono ad essere poco frequenti nella dieta alimentare ovvero un comportamento di consumo che mette in discussione il “consumo come al solito”. Si tratta, altresì, di conferire il proprio “scarto/rifiuto biologico” ittico o di quanto ne rimane dal mancato consumo presso un impianto di raccolta dello “scarto/rifiuto biologico” ittico domestico e della ristorazione pubblica oppure presso un centro di immagazzinaggio per lo “scarto ittico biologico” derivante dalle catture accidentali, qualora almeno uno di questi esista.

Nell’ottica della sostenibilità ambientale, la gestione dello “scarto/rifiuto biologico” prodotto in tutti i contesti di consumo, dello “scarto ittico biologico” inteso come l’insieme di specie sotto taglia e specie con scarso o senza interesse commerciale, dei “residui” di pesce, nonché il recupero ed il riutilizzo dei “nutrienti” derivanti, tutto ciò può rappresentare un’efficienza socialmente utile nell’uso e nell’utilizzo delle risorse naturali, al fine di un successivo utilizzo nella produzione di altri sottoprodotti o prodotti, generando utilità e valore per tutti. Utilità e valore sono definiti dal rapporto tra materia prima seconda recuperata e da riutilizzare e materia prima da estrarre, cioè un rapporto positivo a favore della materia prima seconda. L’“AttuAzione” è correlata a tutte le altre…

 

Nella stanza echeggia lo squillo intermittente di un telefono cellulare. Telefonata in arrivo per Giorgio.

Pronto… Ciao Sandro… Si… come? Ah, si certo… anzi devi proprio venire da me. Voglio presentarti due miei amici. Stiamo parlando di… di… Certo. Si, lo so che lo sai. Dai, vieni appena ti è possibile… Si, ma non tardare troppo. Bene, ciao. A presto, ti aspetto.

Marta, Ettore scusate… il mio amico Sandro, Sandro… al telefono. È un pescatore professionista; ha detto che appena può ci raggiunge…

Ettore: “Giorgio… ce la facciamo a finire prima di cena?

Spero di si… Magari rimanete tutti qui; invitiamo anche Sandro, se viene presto… che ne dite.

Marta: “Per me va benissimo. Giorgio. Così potremmo anche avere il suo punto di vista sull’argomento”.

Ettore: “Va bene per cena, ma… ma non coinvolgetemi oltre, per favore!…

Ettore sorride e allargando le braccia continua dicendo… “Mi fa piacere stare con voi, ma temo che seguire oltre l’argomento possa essere difficoltoso per me… e comunque devo andare via non troppo tardi. Domani sarà un giornata di lavoro impegnativa”.

D’accordo. Dai continuiamo. Siamo arrivati all’“AttuAzione C5”. Bene. È definita “Consumo Solidale o Prosociale” e ha un approccio tattico. Vi spiego prima la Motivazione e poi l’“AttuAzione”.

La Motivazione… Il Consumo Solidale o Prosociale tende a consentire la diffusione della condivisione di buone “pratiche di consumo” e di un sentimento di comunità rispetto al concetto di sostenibilità in senso lato del consumo, sostenendo conseguentemente una visione integrale di “sviluppo economico” e sostenibilità riferita alla produzione nell’ambito del contesto socioeconomico di riferimento. Si tratta di un comportamento di consumo che tende a miglioramenti di benessere soggettivo e collettivo e di maggiore qualità nell’utilizzo del prodotto. È da ritenersi importante e possibile anche lo sviluppo di una maggiore concorrenza nel mercato incentrata su aspetti associati alla sostenibilità delle risorse e alla soddisfazione del consumatore. Ciò è posto rispetto alla possibile analisi di materialità, da ricercare al fine di evidenziare gli aspetti rilevanti che potrebbero favorire anche una più stretta relazione tra il consumatore e gli altri portatori di interesse attivo del mercato ittico.

L’“AttuAzione”. Si tratta di privilegiare il “prodotto locale fresco” o “di prossimità” e il “pescato di stagione”. Tale approccio può tendere a consentire un partecipato sviluppo economico locale sostenibile e una più ampia coesione sociale all’interno della comunità locale. Tale azione può essere assimilata a una sorta di “reciprocità” che tiene insieme bisogni e mutuo interesse. L’“AttuAzione” è correlata a tutte le altre.

 

L’“AttuAzione C4” è definita “Consumo Sostenibile” e ha un approccio tattico/strategico.

Ecco la Motivazione… Il Consumo Sostenibile tende a assicurare la disponibilità della risorsa e dunque dei prodotti della pesca nel flusso del tempo, favorendo riproduzione, accrescimento e incremento e reclutamento delle specie ittiche nel rispetto dei loro propri tempi biologici naturali (ciclo vitale), favorendo le relazioni che intercorrono all’interno della catena alimentare marina di riferimento (rete trofica) e favorendo l’equilibrio tra la biodiversità di specie e l’ecosistema marino in generale. Il Consumo Sostenibile valorizza la risorsa che è parte del capitale naturale che gli uomini hanno ricevuto dalla natura nonché un bene comune.

Per quanto riguarda l’“AttuAzione”, si tratta di privilegiare specie ittiche le cui popolazioni non siano considerate genericamente in declino o catalogate (vedi IUCN) come In Pericolo (EN), Quasi Minacciate (NT), Vulnerabili (VU) e comunque che non sopportano l’intensità di pesca, perché la minaccia alla capacità biologica delle popolazioni ittiche di riprodursi e di rinnovarsi nei tempi naturali è da respingere. L’attenzione posta al consumo di “pescato di stagione”, meglio ancora se di “origine locale”, è da ritenersi una soluzione e dunque una “buona pratica” di consumo che aiuta a mantenere costante ed entro limiti biologici di sicurezza la dimensione delle popolazioni ittiche. Ciò può essere ritenuto un valore da mantenere nel flusso del tempo anche a vantaggio delle future generazioni. L’“AttuAzione” è correlata a tutte le altre e in particolare alle “AttuAzioniC1 “Consumo Informato”, C2 “Consumo Responsabile”,  C3 “Consumo Critico o  Proattivo” e C8 “Consumo Consapevole”.

 

L’“AttuAzione C3” è definita “Consumo Critico o Proattivo” e ha un approccio tattico/strategico.

In questo caso la Motivazione è che il Consumo Critico o Proattivo è direttamente connesso alla volontà di agire in prima persona (“dal basso verso l’alto”) e senza attendere che gli altri facciano altrettanto, attuando un reale cambiamento nelle proprie decisioni di scelta e consumo, oltre che a mantenere un comportamento valutativo rispetto a quanto fanno gli altri consumatori (qualcuno, tuttavia, potrebbe già agire meglio), nonché a incidere sul miglioramento del benessere collettivo.

L’“AttuAzione”. Si tratta di privilegiare specie catturate da attività di pesca selettiva a minore impatto ambientale oppure da pesca selettiva nel senso di specie cosiddette “minori” e specie considerate di “scarto” catturate (anche) su richiesta esplicita del consumatore, per sostenere un maggiore livello di riproduzione, accrescimento ma anche incremento, nonché reclutamento delle specie ittiche e la migliore conservazione possibile degli areali marini. Utilizzare una specie diffusamente preferita non dovrebbe o potrebbe non comportare un benessere soggettivo particolare; se si considerano fondamentali sia l’importanza sia il mantenimento di un buono stato di biodiversità, allora meglio utilizzare specie ittiche cosiddette “minori” o meno ricercate, specie considerate di “scarto” o specie affatto richieste e soprattutto quelle con caratteristiche nutrizionali e organolettiche similari alle specie considerate maggiormente “commerciali”. L’“AttuAzione” è correlata a tutte le altre.

Ecco… per il momento può bastare…

Ettore: “Si, certamente!”

Marta: “Posso proporre anche io una pausa, prima di conoscere le altre tre “AttuAzioni” rimaste?”

Perché no! Anzi, credo sia bene uscire tutti insieme quanto basta per comprare alcune cose per preparare la nostra cena. Che ne dite?

Marta: “Sono d’accordo”.

Ettore: “Dai, andiamo allora”.

GIORGIO CORATI

 Bibliografia
* Pubblicato il  15 gennaio 2025 su https://spazioliberoblog.com/2025/01/15/io-sto-con-i-pesci-lazione-umana-associata-a-un-codice-di-comportamento-di-consumo-di-prodotti-della-pesca-basato-su-strategie-di-economia-circolare-18-cap6/.
1 Per un approfondimento vedi, http://www.iucn.it. Unione Mondiale per la Conservazione della Natura, IUCN: “Lista Rossa dei Pesci Ossei marini italiani”. Nota: vedi le sigle VU, EN, CR, NT, DD e LC. Sito web consultato il 22 novembre 2023: http://www.iucn.it/liste-rosse-italiane.php.