IO STO CON I PESCI – L’azione umana associata a un Codice di comportamento di consumo di prodotti della pesca basato su strategie di economia circolare 14. Cap6.
di GIORGIO CORATI ♦
L’argomentazione di questo documento si basa su concetti di economia circolare e di consumo sostenibile; propone al consumatore un Codice di consumo, ipotizzandone i vantaggi e i benefici generali. Si tratta di una risposta concreta alla necessità rivelata di conoscere e capire quali azioni possono essere adottate e attuate per procedere lungo una traiettoria di consumo sostenibile dei prodotti della pesca.
RIPRESO.*
Siamo giunti, come si dice Ettore… al dunque!
Ettore: “Meno male!” e sorride nel mentre.
Ma si… dai… in fondo fin qui ci siamo divertiti… no? Ti è piaciuta la mia argomentazione… L’hai almeno trovata interessante? Finalmente posso illustrarti la mia proposta per il consumatore… insomma… parlo dell’Approccio “C0/C9” per un consumo sostenibile dei prodotti della pesca, Ettore.
Ettore: “Finalmente, Giorgio!”
L’Approccio “C0/C9” al consumo sostenibile dei prodotti della pesca è un modello di consumo sostenibile, in quanto è orientato a produrre benefici ma anche a distribuire, diciamo così, delle responsabilità lungo tutta la catena del valore nel settore della pesca, senza impoverire il capitale naturale, senza arrecare particolari oneri economici aggiuntivi all’attività alieutica. Tutto ciò considera come possibile un alto profilo nell’agire, sia del consumatore sia del capitale umano in generale, che mira a mantenere un buono stato ambientale in mare, a concorrere nel mantenere l’equilibrio naturale tra specie ittiche e, non da ultimo, all’accrescimento del valore in termini di riuso dello scarto come materia prima seconda in un altro ciclo produttivo dell’economia.
Ettore: “Insomma, mi pare di capire che si tratti di un comportamento virtuoso…”
Certamente Ettore. Allora, se proprio la devo dire tutta… permettimi una breve digressione… che comunque è correlata all’argomento.
Ebbene, in merito a un comportamento virtuoso e riguardo alle virtù in generale, Ettore… prendi in considerazione le virtù che per Platone sono fondamentali e cioè la Saggezza, la Fortezza, la Giustizia e la Temperanza, in cui si articola, quale unica virtù, quella della conoscenza del bene, così come già sostenuto da Socrate.
Nel mio lavoro, Ettore, i quattro termini sono riadattati all’uopo e cioè in Decisione in luogo di Saggezza, Volontà in luogo di Fortezza, Frugalità in luogo di Giustizia e Moderazione in luogo di Temperanza. Allora… dal primo all’ultimo… chiarifico. Decisione è fare quanto è nelle intenzioni di fare meglio; agire con volontà di agire per un fine i cui benefici si manifestano anche nell’interesse generale. Volontà è decidere di decidere e di essere decisivo per se stesso e nell’interesse comune. Frugalità è consumare con lungimiranza anche nell’interesse altrui, evitando sprechi dannosi e inutili. Moderazione è consumare prendendo in considerazione tutte le specie ittiche con interesse, pressoché indistintamente, con equilibrio, prudenza e attenzione per continuare a farlo nel corso del tempo.
Queste sono le virtù alla base e nella visione dell’Approccio “C0/C9” che accompagnano un “comportamento di consumo rinnovato”.
A queste aggiungo poi anche la Fiducia. La Fiducia riduce le incertezze e tende a limitare l’estraneità esistente tra persone diverse. Del resto, Ettore, ne abbiamo già parlato… mi pare.
Non da ultimo… però… la Fiducia, se combinata con l’impegno nell’agire e volta alla cooperazione mossa dalla volontà di agire, permette al consumatore di distinguersi per la coerenza ma anche per la qualità del proprio consumo e di attivare il “cambiamento” tramite azioni sia strategiche sia tattiche.
Ettore: “Perbacco… hai scomodato Platone e Socrate. Non ti pare esagerato?… No, dai… sto scherzando. Credo… anzi… che sia convincente il ricorso a una chiarificazione di questo tipo. Sicuramente può aiutarmi nella comprensione di quanto mi dirai tra poco. Già mi immagino un’articolazione di questo tuo Codice che occuperà tutta la mia attenzione!”
Beh… si.
L’Approccio “C0/C9” è rappresentato da un Codice di buone pratiche di consumo dei prodotti della pesca cioè un Codice di dieci azioni “utili”, alternative al “consumo come al solito”, concrete e specifiche, denominate “AttuAzioni C0/C9”. Tali “AttuAzioni” mirano a indicare al consumatore come potersi orientare lungo la traiettoria del consumo sostenibile dei prodotti della pesca. Di fatto, suggeriscono come poter soddisfare un bisogno di informazione rivelato dal consumatore stesso in una indagine di studio universitario che ho condotto personalmente nel 2021 nell’ambito del Compartimento marittimo di Civitavecchia.1 Si tratta della necessità di avere un’ informazione sostanziale ovvero “puntuali informazioni”, che possono essere basilari per agire lungo e nella traiettoria della sostenibilità.
Marta: “Interessante, Giorgio. Permettimi… come risolvere un problema?… si lo definisco così, ma forse non è il termine giusto… Sappiamo che il consumatore ha più scopi, fini e obiettivi. Da un bisogno fisiologico tipo quello di sussistenza in termini proprio di alimentazione, il consumatore può tendere, magari, a voler soddisfare un bisogno sociale ovvero un bisogno di appartenenza o di raggiungimento di uno “status” che gli può derivare da un sentimento proprio innato o, il più delle volte, magari, indotto. Dunque, se tutto questo può essere di ostacolo al “cambiamento” di cui parli, come può essere risolto il problema?”
È un quesito a cui posso rispondere, Marta, dicendo che la soddisfazione del bisogno può essere tratta tramite un’azione comportamentale etica e proattiva che possa determinare autorealizzazione. Parlo dell’esito di un atto immanente e significativo, dunque, anche in termini di prosocialità e che possa concretizzarsi nel “trasferimento” agli altri di modi e modalità di consumo sostenibili e condivisibili. In questo senso, per agire un comportamento di consumo sostenibile appare come necessario avere informazioni sostanziali ovvero “puntuali informazioni”; del resto l’Approccio “C0/C9” è formulato in merito a quanto stabilisce e sostiene la Commissione europea (COM(2012) 225 final)2 in una sua Comunicazione e cioè che per esercitare i propri diritti e per migliorare le proprie conoscenze… puoi leggerlo a pagina 9 della Comunicazione, Ettore… “i consumatori devono disporre di informazioni chiare, attendibili e comparabili e degli strumenti per comprenderle”.
Ettore: “Ah… non lo sapevo!”
Le “AttuAzioni C0/C9” sono delle “buone pratiche” facenti parte di un processo di consumo individuale che parte dal basso; si basano su modi e modalità di consumo ovvero “strategie di circolarità di consumo” adattate da strategie proposte da studiosi in quell’importante studio sull’economia circolare che già ho citato… insomma parlo di Potting, Hekkert, Worrell, e Hanemaaijer (2017, Fig.1, p.5)3 che nel loro studio hanno sviluppato un quadro concettuale (Circularity strategies within the production chain, in order of priority), che può essere visto come “Quadro delle 9R”, sul ruolo dell’innovazione nelle transizioni da un’economia lineare verso un’economia circolare nelle catene di prodotti. Tale quadro definisce delle strategie di circolarità all’interno della filiera produttiva in ordine di priorità, al fine di abbandonare definitivamente il modello economico lineare.
Ettore: “Si, ricordo… Me ne hai già parlato… strategie di circolarità tipo… rifiutare, ripensare, ridurre… e… Recuperare… altre ancora…”.
Si, Ettore… L’adattamento al consumo da quelle strategie, Ettore… lo ritengo un presupposto rilevante della proposta nel rapporto tra produzione e consumo. L’Approccio può risultare fruttuoso sia per la “transizione verso l’economia circolare”,4 per l’abbandono definitivo del modello economico lineare, sia per la “transizione verso la sostenibilità”, innanzitutto del consumo, e la “transizione ecologica”, oltre che verso la bioeconomia blu.5 Ho già accennato a tutto ciò… ricordi.
Poi… a dirla tutta, Ettore… L’Approccio ha l’intento di far riflettere sui modi e sulle modalità attuali di consumo e stimolare nel consumatore il senso di consapevolezza e responsabilità, promuovendo un “consumatore rinnovato”, che ho definito astrattamente homo edoctus. Ipotizza anche vantaggi per la comunità e, in tal senso e quale contributo, aspira a poter essere un generatore di benefici associati e connessi ai nuovi modi e modalità sostenibili di consumo intrapresi. Supporta, concettualmente, l’importanza della disponibilità nel tempo delle risorse, quale lascito alle future generazioni, e sostiene l’attività alieutica della piccola pesca costiera, che è intesa sia come importante attività economica di produzione locale sia come preziosa fonte alimentare da tutelare e non sprecare. Infine, ma non da ultimo, l’Approccio “C0/C9” è orientato sulla traiettoria di molteplici Politiche e Strategie dell’Unione europea quali “Green Deal Europeo” (COM(2019) 640 final),6 “Economia blu sostenibile” (COM(2021) 240 final),7 “Strategia dell’UE sulla biodiversità” (COM(2020) 380 final),8 Strategia dell’UE “Dal produttore al consumatore” (COM(2020) 381 final).9 Si pone nell’ottica delineata dalla Politica comune della pesca (PCP), come sostiene la Commissione europea nell’Introduzione della sua Comunicazione (COM(2023) 103 final),10 e dunque, Ettore… per “garantire la sostenibilità a lungo termine della pesca” […] [e] “la disponibilità dell’approvvigionamento alimentare” […]. È altresì orientato a sostenere gli Obiettivi di Sviluppo sostenibile (OSS) n.12 Consumo e produzione responsabili e n.14 La vita sott’acqua dell’Agenda 2030 che sono stati definiti in sede ONU (2015).11 Considera, non da ultimo, le Priorità 1 e 3 del Fondo europeo per gli Affari marittimi della Pesca e dell’Acquacoltura FEAMPA 2021-2027 (Reg. (UE) 2021/1139)12 come possibili opportunità di innovazione, di sviluppo oltre che di valorizzazione delle risorse ittiche.
Per ora mi fermo a qui… se siete d’accordo, propongo una pausa ristoratrice, prima di entrare, per così dire, nel vivo dell’Approccio.
GIORGIO CORATI
