Diario di viaggio – Normandia. Quarta tappa: Mons Sancti Michaelis in periculo maris
di VALENTINA DI GENNARO ♦
La quarta tappa del nostro viaggio in Normandia ci ha portato a Mont Saint-Michel.

Quando un trattino fa la differenza: infatti questo isolotto roccioso si trova nel centro naturale del comune di Le Mont-Saint-Michel (dipartimento della Manica, regione amministrativa della Normandia); un trattino permette di differenziare tra il comune e l’isolotto: secondo la nomenclatura ufficiale l’unità amministrativa si chiama (Le) Mont-Saint-Michel, mentre l’isolotto è chiamato Mont Saint-Michel.

Secondo la leggenda l’arcangelo Michele (a cui l’abbazia che troneggia sull’isolotto è consacrata) apparve nel 709 al vescovo di Avranches, sant’Auberto, chiedendo che gli fosse costruita una chiesa sulla roccia.
Il vescovo ignorò tuttavia per due volte la richiesta finché San Michele non gli bruciò il cranio con un foro rotondo provocato dal tocco del suo dito, lasciandolo tuttavia in vita. Il cranio di Sant’Auberto con il foro è conservato nella cattedrale di Avranches.
C’è un flusso ininterrotto di turisti che arrivano a piedi o con le navette. Attraversando lunghe passerelle in legno. Sembrerebbe di avvicinarsi ad un parco divertimenti se poi la grandezza della natura di questo affaccio sull’Atlantico non ci levasse ogni dubbio.

La baia in cui sorge l’isolotto roccioso è soggetta al fenomeno delle sabbie mobili, ma è soprattutto nota per l’eccezionale ampiezza delle maree che, anche a causa dell’andamento piatto del terreno, risalgono con grande rapidità. Questo ha causato talvolta annegamenti e più di frequente disagi per le automobili lasciate parcheggiate troppo a lungo nelle parti più basse. Le maree della baia hanno molto contribuito all’inespugnabilità del monte, rendendolo accessibile al minimo della bassa marea o al massimo dell’alta marea.

Eppure il luogo che mi ha rapito all’interno di questo isolotto è il piccolo cimitero tra le sue mura.
Una manciata di tombe e lapidi con vista sulle sabbie mobili prima dell’Oceano Atlantico.
Ecco che mi è venuto alla mente la scritta che è al nostro cimitero monumentale : voler riposare laddove il rumore del mare non cessa mai.
VALENTINA DI GENNARO
