PREMIO RICORDANDO … ANAGRAFE CITTADINI ILLUSTRI – SCHEDE GRUPPO 6
Continuiamo la pubblicazione delle schede dei personaggi illustri, raccomandando ancora a chi ha proposte da fare di presentarle, utilizzando il seguente indirizzo di posta elettronica: premio.ricordando@gmail.com.
L’anagrafe va costruita, partendo dal lavoro di Claudio Galiani e Giovanni Insolera, con il concorso degli studiosi e dei ricercatori e anche di chi è in grado di avanzare proposte e suggerire modifiche.
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Giovanni RANALLI
(Civitavecchia, 31 maggio 1924 – Civitavecchia, 4 dicembre 2018)
Figlio di Zeffirino e Fiorina, contadini, compie i suoi studi in seminario, a Montefiascone e Viterbo. Nel 1942-43 frequenta il primo biennio della Facoltà di filosofia presso l’Ateneo Lateranense di Roma.
Rientrato a Civitavecchia a causa degli eventi bellici, si impiega come contabile presso la società “Mulino Assisi”, ma presto si impegna nell’attività sindacale e politica.
Contribuisce alla ricostruzione della Camera del Lavoro, di cui diviene Segretario Generale dal 1948 al 1949, guidando le lotte di fabbrica e l’occupazione delle terre per la riforma fondiaria.
Nel PCI assume presto incarichi di direzione politica, locali e regionali, che si sviluppano con coerenza in tutto il corso della sua vita, nel PCI, nel PDS e nel PD:
– Segretario del Comitato Cittadino nel dopoguerra, poi Segretario di zona, infine Segretario di Federazione nella fase di passaggio dal PCI al PDS.
– Membro della Direzione della Federazione di Roma (per un periodo membro di Segreteria) dal 1948 al 1968.
– Membro della Segreteria regionale, dove collabora per una fase con Enrico Berlinguer, allora Segretario generale regionale.
Numerose sono le cariche elettive da lui ricoperte:
– Consigliere comunale di Civitavecchia e capogruppo del Pci, per cinque mandati (1956,1957,1960,1964,1970)
– Consigliere comunale di Santa Marinella e capogruppo del PCI nel 1975.
– Nel corso del tempo ha ricoperto anche altri incarichi amministrativi, tra cui Presidente dello IACP di Civitavecchia e dell’Università Agraria di Tolfa.
– Consigliere provinciale di Roma per due mandati (1960 e 1964)
– Consigliere regionale del Lazio per tre mandati (1970, 1975, 1980), Vice Presidente della Commissione Agricoltura, Presidente della Commissione Sanità.
– Assessore regionale della Sanità per cinque anni (1976-1981).
L’assessorato regionale di Ranalli cade nel momento in cui diviene prioritario in Italia il tema della Riforma Sanitaria e della nascita del Servizio Sanitario nazionale.
Ranalli si dedica con passione a garantirne l’attuazione nel Lazio, curando con attenzione l’elaborazione e i diversi sviluppi del 1° Piano regionale, dallo scioglimento degli Enti mutualistici all’unificazione territoriale del sistema con l’introduzione delle USL, dall’attuazione di alcune leggi (180 sui manicomi e aborto) all’inaugurazione di nuovi ospedali e alle Convenzioni per regolamentare i vari servizi.
Durante il Ministero Gullotti diviene Consigliere di Amministrazione dell’Istituto Superiore di Sanità.
-Senatore della Repubblica nella IX e X legislatura (complessivamente dal 1983 al 1992) con vari incarichi: Vice Presidente della Commissione Igiene e Sanità, membro della Commissione bicamerale per le regioni, Vice Presidente della Commissione speciale sulla condizione dell’anziano in Italia.
Forte dell’esperienza acquisita nel settore, partecipa attivamente ai lavori della Commissione.
Nel 2014 è stato inaugurato a Civitavecchia il Fondo Ranalli, gestito dalla ODV “Amici del Fondo Ranalli”, che raccoglie i beni donati da Giovanni Ranalli alla scuola Cesare Laurenti, tra cui opere di Carlo Levi e altri artisti contemporanei tra i quali Galice, Massaccesi, Vespignani, Icone russe di metà Ottocento, oltre ad edizioni di pregio tra le quali il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, il Messale Borgia e il Codice Resta, una riproduzione in bronzo della Tavola Osca, una scultura di Pericle Fazzini e oltre duemila volumi.
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Mario TREVI
(Ancona, 3 aprile 1924 – Roma, 31 marzo 2011)
È noto il posto che Mario Trevi occupa tra i grandi interpreti della psicologia junghiana in Italia.
Si riportano sotto alcuni riferimenti essenziali alla sua intensa attività teorica e professionale.
Il suo inserimento nell’elenco dei personaggi che hanno avuto un rapporto con la nostra città è dovuto alla sua attività, all’inizio degli anni Sessanta, come docente di filosofia presso il Liceo Ginnasio “P. Alberto Guglielmotti”.
Sono anni importanti nella sua vita professionale, che ormai si sta orientando esclusivamente verso la pratica analitica.
Infatti l’’insegnamento a Civitavecchia, seguito da un’analoga esperienza a Formia, rappresenta l’unica sua docenza accademica.
Sono anni importanti anche per il Liceo di Civitavecchia.
Sotto la guida del preside Masaracchia, con la collaborazione di un corpo docenti di qualità, l’istituto assume un alto profilo didattico e svolge una funzione di rilievo nella formazione di tanti protagonisti della vita sociale e culturale cittadina.
In questo ambiente Trevi mette in luce le sue doti peculiari.
C’è ancora qualche alunno che ricorda la sua capacità di stabilire un rapporto pedagogico diretto e impegnativo. Un misto di carisma e coinvolgimento personale che mette in mora il nozionismo nelle piccole aule della sezione di via Bastioni.
Laureatosi a Bologna in filosofia morale, Trevi nel 1951 si trasferisce a Roma, dove diviene allievo di E. Bernhard, collaboratore di Jung, che per primo diffonde la lezione e la pratica del maestro svizzero nel nostro paese.
Nel 1961 partecipa con Bernhard e altri allievi alla fondazione dell’AIPA, prima Associazione di psicologia analitica in Italia.
Nel 1966, dopo la morte di Bernhard, a segnare anche un distanziamento metodologico e culturale da alcuni aspetti esoterici e metafisici del pensiero junghiano, fonda insieme ad altri analisti il CIPA (Centro Italiano di Psicologia analitica) poi riconosciuto dall’International association for analytical psychology.
Nel 1986 da vita alla rivista Metaxù. Materiali e ricerche sul simbolico e zone di confine, destinata a diventare il punto di riferimento del neojunghismo italiano.
Nel corso della sua attività è maestro e didatta di noti psicologi e analisti, tra cui Umberto Galimberti, Luigi Aversa e Marco Innamorati.
Nel corso della sua riflessione ed esperienza di analista Trevi sposta la sua attenzione da alcuni aspetti della teoria junghiana (gli archetipi e l’inconscio collettivo), per privilegiarne altri (il principio di individuazione, la teoria dei tipi e la funzione del simbolo e del sogno) che ritiene più efficaci per istituire una relazione più empatica e dinamica, meno dogmatica, più aperta agli sviluppi possibili del trattamento analitico.
Questa sua convinzione è ben rappresentata nel volume che pubblica nel 2008, Dialogo sull’arte del dialogo: psicoanalisi e psicoterapia (2008).
La sua elaborazione teorica è custodita in numerose opere.
Per citarne alcune:
Studi sull’ombra (in collaborazione con A. Romano, 1975); Interpretatio duplex (1986); Metafore del simbolo (1986); Per uno junghismo critico (1987); L’altra lettura di Jung (1988); Adesione e distanza. Una lettura critica de “L’Io e l’inconscio” di Jung (1991); Adesione e distanza. Una lettura critica dei “Tipi psicologici” di Jung (1993); Il lavoro terapeutico. Limiti e controversie (1993); Saggi di critica neojunghiana (1993); Riprendere Jung (in collaborazione con M. Innamorati, 2000).
Un interesse particolare, sul piano autobiografico, riveste il volume Invasioni controllate, un’intervista rilasciata nel 2007 al figlio, lo scrittore Emanuele Trevi, dove si lascia liberamente andare a ricordi di vita e a riflessioni personali.
Nel suo ultimo romanzo, La casa del mago, Emanuele Trevi è ritornato sui complessi rapporti con il padre.
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Ferruccio VIGNANELLI
(Civitavecchia, 4 ottobre 1903 – Roma, 5 maggio 1988)
Partiamo dalla fine, dall’incipit del necrologio dedicatogli dall’Accademia Santa Cecilia.
“ È morto a Roma, il 5 maggio, all’età di 84 anni, Ferruccio Vignanelli, uno dei più grandi organisti e clavicembalisti del novecento.”
Questa è la caratura artistica di Ferruccio, ultimo di sei figli nati da Giosafat e Fermina di Francesco, emigrati nel 1869 da Coldellanoce di Sassoferrato a Civitavecchia, dove gestiscono un birrificio.
Ferruccio, nelle pause della sua incessante attività, vive a Civitavecchia fino al 1934, quando si trasferisce a Roma con la madre e il fratello Fernando.
Il suo precoce genio musicale e la cultura umanistica trovano terreno fertile in una famiglia che unisce l’attitudine all’arte a una profonda vocazione spirituale.
Su uno dei fratelli, Arnaldo (1888-1979), ha scritto Carlo De Paolis, legato anche da personale amicizia con Ferruccio.
Arnaldo rivela soprattutto doti di scultore e mosaicista.
È opera sua il busto bronzeo di P. Alberto Guglielmotti posto nel 1912 al viale Garibaldi, in occasione del centenario della nascita.
Nella basilica dell’Abbazia di Montecassino, dove nel 1921 si ritira vestendo il saio benedettino con il nome di Francesco, sono conservate due sue statue bronzee, raffiguranti i santi Benedetto e Scolastica in estasi.
Civitavecchia, a sua volta, lo ha omaggiato con un busto che lo ritrae, collocato in viale Garibaldi, e con l’intestazione di un Largo a San Gordiano.
Fernando (1886-1970) si dedica prevalentemente alla pittura, in particolare alla ritrattistica femminile.
Anche lui, nel 1957, con il nome di padre Luca entra nell’ordine benedettino presso il Santuario di Montevergine, dove tra l’altro disegna il Monumento al Pellegrino, gruppo statuario collocato all’inizio del percorso che conduce al Santuario.
Sull’amicizia dei due fratelli con il poeta Giuseppe Ungaretti si è soffermato su questo blog Enrico Ciancarini.
Ferruccio inizia gli studi musicali a Lugo di Romagna con Francesco Balilla Pratella, allievo di Mascagni e pioniere della musica futurista.
Li prosegue a Roma con il tarquiniese Giacomo Setaccioli, con Pietro Boccaccini, allievo di Liszt, e con altri celebri compositori di musica sacra, tra cui Licinio Refice.
Si diploma quindi presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra in canto gregoriano, composizione e organo.
Nel 1933 diviene titolare della cattedra d’organo principale e d’organografia.
Dal 1923 al 1947 è organista della chiesa nazionale di S. Luigi de’ Francesi e, dal 1928 al 1958, di S. Carlo al Corso.
Nel 1952 acquisisce la titolarità della cattedra di clavicembalo presso il Conservatorio di Santa Cecilia, la prima del genere in Italia, che conserva fino al 1974.
La sua attività musicale, con un repertorio che pur privilegiando Frescobaldi e Scarlatti si estende a modelli internazionali, si esplica in tutti i campi.
Oltre alla presenza pluridecennale nei cartelloni del Conservatorio si esibisce, da raffinato e brillante solista o in collaborazione con altri, in memorabili prestazioni in Italia, Europa, Stati Uniti, Messico, Canada.
Va segnalato il Festival di Lucerna del 1950, a cui partecipano formidabili interpreti come il pianista Wilhelm Backhaus e direttori d’orchestra della statura di Herbert von Karajan.
È molto richiesto anche nella musica d’insieme e orchestrale: clavicembalista per molti anni del complesso dei Virtuosi di Roma, è diretto da grandi maestri come Alfredo Casella e il giovane Claudio Abbado.
È protagonista di numerose esecuzioni radiofoniche ( tra tutte quella del 1950 alla RAI per il bicentenario della morte di Bach), di cui restano varie registrazioni. Nel 2014 la RAI gli ha dedicato un ciclo di quattro trasmissioni.
Collabora anche alla produzione di colonne sonore per il cinema.
Come insegnante forma centinaia di allievi, destinati a rilevanti carriere, oltre a dar vita a numerosi seminari-concerto e corsi di formazione specialistica.
Come “filologo” è considerato un pioniere del cembalo in Italia, con il suo recupero di fonti ignote e la ricostruzione esecutiva di antiche partiture.
Come studioso pubblica vari articoli e saggi e dà vita a importanti conferenze.
Come tecnico di costruzioni progetta e inaugura numerosi organi in diverse chiese e cattedrali in Italia e all’estero; da menzionare, per i rapporti con Arnaldo, i due della basilica di Montecassino appena restaurata e, per le sue origini familiari, quello di “S. Maria della pace” a Sassoferrato.
Membro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e dell’Accademia Filarmonica Romana, è insignito di varie onorificenze, tra cui la commenda di San Gregorio Magno, il titolo di Officier d’Académie de France, la medaglia per i benemeriti dell’Arte e della Cultura del Ministero della Pubblica Istruzione.
Nel 1955 sposa Edda Illy, anch’essa organista e clavicembalista, da cui ha due figli: Francesco, violoncellista, e Barbara, clavicembalista.
La tradizione familiare è raccolta anche dal giovane nipote Ferruccio Vignanelli Zichella, violinista.
SPAZIOLIBEROBLOG (SEGUE)
Link alle schede gruppo 4 Link alle schede gruppo 5
Per suggerimenti o modifiche: premio.ricordando@gmail.com

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