La restaurazione democratica

di TULLIO NUNZI ♦

Forse con un po’ di enfasi, tipica della sinistra, la vittoria del candidato segretario regionale del PD è stata salutata come momento di rinascita democratica.
Premetto che ho grande stima del governatore Zingaretti, pragmatico e concreto, attento a temi attinente il terziario e il turismo in particolare; mi ha un po deluso il suo ”patto d’aula” con esponenti della destra; mi sa tanto di passato, ma tant’è questa è la politica, nè mi sembra che l’opposizione abbia avuto comportamenti innovativi, anzi.
La stessa cosa sta avvenendo a Civitavecchia; alle prossime elezioni andremo con una coalizione, che è la stessa che ha governato nel passato e che ha affossato ben 2 governi di centrosinistra senza che elettori e cittadini ne abbiano capito le ragioni; tanto meno senza una minima autocritica da parte di nessuno. Pari pari a quel che avviene a livello nazionale, dove dopo una sberla di proporzione storica, ancora si è ingolfati in discussioni elettorali senza un programma né obbiettivi, né di partecipazione di vivere
politico. Più che rinascita, mi verrebbe di parlare di restaurazione democratica; una rimozione del passato, una auto assoluzione generale, una amnistia tombale per degli errori clamorosi, che hanno portato alla vittoria della destra e dei 5 Stelle. Credo che invece fosse il tempo di programmi e di decisioni innovative.
Il problema della sinistra è la sua incapacità e la sua insensibilità a comprendere la gravità del momento e la resistenza ad un profondo rinnovamento.
Essendo un Keynesiano convinto, so che non è tanto importante avere idee o meglio solo alcune e chiare quanto distruggere quelle vecchie. Forse c’era bisogno di un soprassalto di serietà, una presa d’atto di esperienze finite, di tutto tranne liti puerili che hanno visto
protagonisti sui giornali tutti gli esponenti di sinistra.
Si è salutato altresì come espressione di alta democrazia la partecipazione di migliaia di persone, non tenendo conto che già nel passato vi erano stati affollamenti vergognosi per l’ elezione del segretario cittadino, con successive stroncature a livello elettorale.
La sensazione di un cittadino, è quella di una immane auto referenzialità, che non risolve assolutamente i problemi, ma è lo strumento con cui, corporazioni, bande, clan, tutelino loro stessi e regolino al proprio interno i vari conti in sospeso.
Come l’Angelus Novus d Klee: la testa all’indietro mentre il vento del progresso lo trascina altrove. Non si può restare uguali mentre cambia la realtà o sarà la realtà a cambiarci in peggio.
E sia mai una critica o permettersi dei dubbi; i trombettieri di sinistra (ma in questo la destra ha una propria tradizione) bollano come traditori chiunque non si adegui alla consapevolezza che si cambia una situazione trovandole un altro nome. Bisogna comprendere il profondo senso di avvilimento e delusione nei confronti della politica ufficiale e comprendere che il contenitore ”partito” che nei secoli scorsi ha garantito democrazia e partecipazione è ormai  qualcosa di arcaico e fatiscente.
In molti casi, anche nella nostra città, i partiti si sono rivelati arroganti spacci di potere, legati a poteri forti, sempre citati ma mai combattuti. Uno dei tratti fondamentali dell’atteggiamento conservatore è il timore del cambiamento. Ma ormai anche tipico della sinistra, priva di coraggio, incapace di spezzare alchimie e pastoie partitocratiche.

TULLIO NUNZI